martedì 27 gennaio 2015

Neoarcaici e Archeoposteri


Desunsero dalla loro natura compenetrante, anche il grave contrario che li accomunava. La distanza come vincolo, altro non era che un percorso razionale, in cui ogni infinitesimo punto era espresso da un altro mondo frattale e speculare. “Tutte le volte che affermiamo qualcosa generiamo anche il suo contrario” Wolfango guardò dritto negli occhi Caifa, parlavano del nuovo ordine e Caifa sentì un tono di sconfitta in quella frase. Sognavano che il loro lamento sotterraneo si instillasse nelle persone. “Un giorno” ribattè Caifa “anche gli ostili cammineranno sulle rovine degli avi, traendo dalla legge dei contrari un’equazione sociale. Questo manterrà lo stallo dinamico delle parti”. 


Ripresero a camminare verso le banchine e i particolari delle navi tradirono Caifa, le guardò talmente a lungo che il negativo di quell’istantanea confuse ciò che i suoi occhi incrociarono negli attimi a venire. Wolfango camminava a tempo con le nuvole, si perse ad associarne le forme, e stanco indicò sul lungo canale l’edificio in stile fascista. Un tempo quei corridoi erano un poligono di tiro, testimoni l’odore di polvere da sparo e l’aquila di pietra, temibile come un gargoyle. Ancora qualche uomo di carta morto alle pareti, lo stesso spessore che si avvertiva nei dialoghi imbevuti di stinger e black russian. Un gruppetto di Archeoposteri stava infastidendo una Neoarcaica, finchè Wolfango non digrignò qualcosa contro di loro, non gli piaceva che gli Archeoposteri mancassero di rispetto a qualcuno, ne andava del loro primato filosofico. Le commistioni tra le elite anarchiche non erano vietate, Autarchi ed Egocrati partecipavano spesso ai tribuni del nuovo ordine, ma tra Archeoposteri e Neoarcaici vigeva una continua tensione, dovuta alla loro enorme distanza ideologica. 

Nessun commento:

Posta un commento